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Un pò di storia - Lu Fanali Stintino Ristorante - Pizzeria - Cocktail Bar

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Un pò di storia



   Negli anni  “30  a Stintino,  vi erano tre case   dove la popolazione usava riunirsi nelle occasioni di festa: una era conosciuta col nome ”LA TERRIU”, ed era chiamata così  perché non era molto frequentato: era situata in Via Sassari,: “LU CIVICO” apparteneva a Zio Silvestro Valle,  meglio conosciuto per essere stato il rais  delle Tonnare; ”,  chiamato così perché vi si riunivano le famiglie che a quell’epoca venivano considerate  aristocratiche,   ed era quindi  frequentato dalla gente illustre di Stintino;  “Lu Fanali“ era invece chiamata la casa di Zio Pietrino Denegri dove; tutte le domeniche, per il Carnevale,  talvolta anche per tre giorni di seguito dal giovedi al sabato.  Zio Pietrino, rallegrava queste serate  suonando sapientemente la fisarmonica.  “Lu sonettu”

   “LU FANALI” era frequentato da gente,  popolare, allegra e festosa,  ed era la casa più frequentata dove si riunivano   a ballare anche 40 o 50 copie .

   Nelle diverse occasioni speciali ,la popolazione si divideva, quindi,  fra queste tre case, per ballare e festeggiare.  “lu fanali” appartiene perciò alla tradizione ed alla storia del nostro paese.

   Una occasione festeggiata era l’Immacolata,   poi sicuramente le domeniche successive a questa festivita’ sino a Natale,   e si arrivava così a Carnevale;  rispettando la pausa della Quaresima, si riprendeva dopo Pasqua.

   In seguito venne costruito il locale, “Lu Magazinu “di Zio Clementino   (ex Marinapiccola): essendo questo locale piu’ spazioso consenti alla popolazione di riunirsi in un unico posto per festeggiare, ballare,  sia le domeniche, carnevale,  o qualsiasi ricorrenza di festa.

   A quel tempo era presente in Stintino un personaggio che racchiudeva in se diverse figure civiche: “Ziu Antonara “.  Egli faceva in modo che si rispettassero le leggi, si occupava dei defunti, della posta, della burocrazia. Il suo vero nome era Antonio Ara ed a quei tempi egli abitava in via Cala Reale, piu’ tardi si trasferi’ in via Tonnara, casa Diana. Ma il compito principale di “ziu Antonara” era quello di accendere tutte le sere,  prima dell’imbrunire, la luce dei fanali per i naviganti ; andava in giro per il paese con una scala abbastanza alta,  che portava con se infilando la testa fra i pioli e sostenendo la stessa con le spalle.

   Si ricorda che quando soffiava il vento di levante,  a volte lui si lamentava del fatto che, pur avendo già consumato una scatola di fiammiferi, non era ancora  riuscito ad accendere i fanali. Bisogna ricordare che in quegli anni i fanali andavano a petrolio.

   “Ziu Antonara” assolse al compito dell’accensione dei fanali sino a che negli anni ’50 finalmente arrivò a Stintino la luce elettrica e venne costruito il primo faro con alimentazione ad elettricita’.

   Nel lungomare di Stintino, per dare riferimento all’entrata dei porti  (Stintinu Mannu e Stintini Minori)  ai pescatori , ai bastimenti o altre imbarcazioni che erano solite attraccare in questi porti, erano collocati, come abbiamo ricordato piu’ sopra, tre fanali: uno era situato nella casa di zio Pietrino, il secondo nell’abitazione di zio  Giuseppino Barabino  (Padre di zio Benedetto oggi Casa di  Simon) ed infine il terzo in quella di zio Vincenzino Succhi.

   I fanali, quindi, venivano accesi, per segnalare, alla nave cisterna di Porto Torres o della Spezia , che approdavano sin qui per rifornire il paese dell’acqua necessaria; ai pescatori, alle navi, ,ai bastimenti che frequentavano questa localita’ soprattutto per commerciare l’aragosta, che veniva venduta dai pescatori di Stintino e portata in Francia.

   Si ricorda  ancora che di fronte al Lu fanali  vi era una Boa, messa ad uso esclusivo della Marina Militare,  per l’attracco della nave cisterna,  ma veniva  usata anche da altre navigli; questa boa  garantiva il fondale  alto per l’ormeggio di navigli  di grossa stazza, ma  in estate i ragazzi, per molti decenni, la raggiungevano a nuoto per il piacere di usarla come trampolino per i tuffi.

fonte: Zia Giacomina Parodi


 
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